Un minuto e mezzo di girato, con voce fuori campo cavernosa e monocorde, tante immagini sovrapposte che non ha entusiasmato il pubblico di Internet.
Avete dato un'occhiata al nuovo spot della Fiat Panda? Un'operazione non convenzionale, quasi controcorrente. Diremo di più, per certi versi, l'antitesi dell'essenza della comunicazione pubblicitaria: rapida, d'impatto e decisamente più efficace. Un minuto e mezzo di girato, con voce fuori campo cavernosa e monocorde, tante immagini sovrapposte (qualcuna meno gradita di altre dal pubblico di Internet, soprattutto quelle di Falcone e Borsellino) e un testo che recita così: "Ma quante italie conosciamo? Quella dell'arte, quella della grande inventiva, quella del talento costruttivo. Quella del paese pittoresco, quella dei giovani che cercano un futuro o quella capace di grandi imprese industriali. Noi possiamo scegliere quale Italia essere. E' il momento di decidere se essere noi stessi o accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare. Questo momento è quello di ripartire, ripartire nell'unico modo che conosciamo. Con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia ogni giorno c'è qualcuno che si sveglia e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creatività ma soprattutto la voglia di costruire una cosa ben fatta. Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Nuova Fiat Panda, questa è l'Italia che piace".
Il tutto per promuovere e vendere un'auto che, ad occhi più esperti rispetto a quelli del vostro blogger, non è apparsa neanche cotanto capolavoro. Ma lasciando da parte le questioni tecniche, che non ci competono, è piuttosto l'operazione di marketing e comunicazione a sollevare non poche perplessità. Lo spot esalta i valori nazionali: quei valori di un'Italia che la Fiat ha più volte minacciato di voler lasciare. E' una delle riflessioni sollevate anche da Giampaolo Rossi su Panorama: "Le aziende - si legge qui - devono fare particolarmente attenzione quando scelgono di comunicare attraverso i valori. Per farlo non bisogna scivolare in una retorica eccessiva e bisogna dimostrare particolare coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. In questo caso il fatto che la Fiat in un passato recentissimo abbia più volte minacciato di lasciare l'Italia perché era un ostacolo per lo sviluppo e la competitività ed ora (perché è il principale mercato di vendita della nuova auto) improvvisamente diventa l'Italia che piace probabilmente non ha convinto". Una circostanza dimostrata anche dai 331 non mi piace espressi a margine del video su Youtube e dai commenti non esaltanti cliccando su Twitter #FiatPanda. E voi cosa ne pensate?
LINK UTILI
La pubblicità si adatterebbe a una Ferrari... a una Lamborghini... non ad un'utilItalietta...
La Panda è sempre stato uno status symbol italiano. Di conseguenza si può dire che la Fiat abbia avuto gioco facile: ciò non significa, però, che abbia sfruttato l'occasione al meglio!
Leggendo su Repubblica motori, almeno per le visite ai concessionari, non mi pare proprio un flop...poi per le vendite non saprei!!
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alle 19:54
Mirko Cafaro
Bel gioco di parole, molto azzeccato! :)