Formaggi, salumi, vini e oli, con tanto di etichette tricolore e nomi italiani che vengono prodotti in Wisconsin, Australia, Dallas o in California, generano ogni anno un giro d'affari da 56 miliardi di euro, scrive Vita Lo Russo, curatrice del blog Proprietà Intellettuale.
Cifre importanti che rischiano di diventare una minaccia per la tradizione culinaria del nostro Paese. Infatti, spiega Tania Valentini, curatrice del blog A Bagnomaria, 1 prodotto su 4 riesce a spacciarsi per prodotto Made in Italy senza averne le caratteristiche. E il problema è in espansione soprattutto all'estero, dove è difficile difendersi. I consumatori infatti, non potendo frequentare gastronomie di "lusso", si affidano a ciò che trovano nei supermercati.
Insomma la questione è seria. E le soluzioni complicate "Non so cosa bisogna fare; so che occorre fare qualcosa di risolutivo", scrive Maralai.
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