Due giorni nel cuore dell'Umbria, per conoscere Passepartout, una piccola rete locale di turismo responsabile. Un sistema di accoglienza turistica che mette al centro del viaggio, prima e sopra a tutto, la persona e le sue esigenze. Un impegno che parte proprio dal nome Passepartout, chiaro riferimento al maggiordomo che segue e accompagna il protagonista ne "Il Giro del mondo in 80 giorni".
Nei giorni scorsi, ho avuto il piacere di partecipare al primo educational tour della rete Passepartout. Ecco il racconto.
Viaggio - Per me ogni partenza inizia sempre con il caos. Ci sono due giorni di assenza da programmare in redazione, la valigia da fare, le interviste da studiare, i biglietti del treno da stampare. Poi la corsa in stazione, in perenne ritardo. Finalmente si parte. Dal cocente sole di Milano si attraversa la pianura fino a Firenze. Due ore di percorrenza sul nuovissimo FrecciaRossa. Arrivati in terra di rinascimento, il tempo per un caffè, uno scorcio di Santa Maria Novella da una vetrata e si cambia. Regionale fino ad Assisi. In stazione mi aspetta un pulmino, con un autista attratto dalla nuvole che mi accompagna all'Ostello "La tana libera tutti!".
L'ostello - Nel cuore dell'antico paesino di Cannara, a soli 13 km da Assisi ( ma vicinissimo anche a Perugia, Spoleto, Foligno), si trova l'Ostello "La tana libera tutti!", un antico convento delle Clarisse di S. Sebastiano molto ospitale. Le camere sono semplici e pulite. Il personale disponibile e attento alle esigenze di ogni visitatore.
I borghi - Giusto il tempo di sistemare la valigia ed entro nel vivo del programma. Inizia un piccolo tour di visita al borghetto di Collemancio e al sito archeologico di Hurvinum Hortense, le rovine dell'antico municipio romano, da cui si domina gran parte della valle del Tevere. Poi una sosta con aperitivo a Bevagna, luogo in cui ogni anno si tiene il mercato delle Gaite. Una rievocazione storica in cui le antiche botteghe dei mestieri medievali riaprono e le vie si riempiono di bevanati che in abiti d'epoca vivono la quotidianità dei loro antenati. A guidarci nella visita è Chiara, guida assisiate, appassionata di archeologia.
La cena - (A)tipica, presso il ristorante "In bocca al lupo". Nel cortile esterno, a lume di candela ci vengono serviti gustosissimi piatti tutti incentrati su materie prime di qualità. Verdure, pane fresco fatto in casa (delizioso quello alle noci senza glutine), tartufi, carni, sono solo alcune delle specialità proposte dallo chef Sergio Tomassini. Ad accompagnare la degustazione i produttori del luogo: Roberto Di Filippo e i suoi vini e Alberto Giglietti con il suo olio biologico.
Di seguito la gallery fotografica (clicca sulle immagini per ingrandirle):
Qui la seconda parte del viaggio.
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alle 07:21
Davide
Ciao .. leggendo questo bel racconto, mi è venuto il desiderio di segnalarvi una nostra iniziativa sul turismo sostenibile e responsabile.
E' un concorso video per la promozione di questi prinicipi .. mi piacerebbe se provaste a partecipare considerato che state comunicando la stessa passione :-)
Ciao
http://www.ermes.net/fromcooltogood