Davide Oldani, è uno degli chef più quotati a livello internazionale. Cresciuto nella cucina di Gualtiero Marchesi, ha poi trascorso molti anni della sua vita in giro per il mondo ad apprendere l'arte del cucinare. Ma non solo. Ha anche contribuito a dare lustro alla cucina di Marchesi in America e Giappone. Nel 2003 è poi tornato in Italia, dove ha aperto, alle porte di Milano, la sua "trattoria": il D'O.
Intervisto (di seguito il video) Davide in una mattinata di pioggia, a pochi giorni dalla feste natalizie, proprio nella sua trattoria. Un luogo intimo, accogliente, con pochi coperti tutti prenotati (ndr: io ho trovato posto per il mese di maggio). Il Cuoco, come ama definirsi nel suo libro Cuoco andata e ritorno, ha da pochi giorni ritirato l'Ambrogino d'Oro, che dopo la stella Michelin, rappresenta un ulteriore riconoscimento del suo impegno e della sua passione.
Una chiacchierata in cui Davide ha raccontato il suo amore per la cucina, quella semplice, che valorizza la manualità del cuoco e che fa uso di materie prime di altissima qualità. Inoltre ha dato qualche suggerimento per il menù di Natale. Per il quale, la parola d'ordine è trattarsi bene, privilegiando qualità e gusto.
La tavola di Davide, è una tavola Pop in cui si privilegia la convivialità, il rispetto per la tradizione, il rapporto con le cose semplici, ma mai banale. E proprio per il piacere dello stare a tavola, il poliedrico chef, ha creato una linea di oggetti di design in collaborazione con Schoenhuber Franchi .
A quanto si dice, non è finita qui.
Prenotato a metà gennaio, cena in 4 amiche sabato 2 maggio. Abbiamo mangiato divinamente ma abbiamo speso 90€ a testa. Sono molti i posti che possono offrire un livello elevato per questa cifra, no? Perchè quindi presentarlo come un posto speciale?
un ristorante dove trovi posto solo dopo circa 4 mesi, beh, se fosse per me, sarebbe da chiudere subito domani....!
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alle 00:59
TZ
ribatto per quanto in enorme delay temporale ad entrambe, da estimatore della filosofia del D'ò, e posso imputare al primo intervento un eccessiva intransigenza nei confronti di un luogo che propone pochi posti a sedere, ed è allo stesso tempo molto attuale, ed al secondo eventuale scelta di abbuffarsi, o vini "sbagliati" ai fini di un conto economico, poichè, oltre al pranzo dal costo fissato in 11,50 euro, una cena composta da un antipasto, un primo, un secondo, un desert e caffè, consumata ad acqua, è sui 35 euro. Non so con che vino o doppio antipasto, o cos'altro, abbiate raggiunto questa cifra.
Con ciò, non sono io a dovere difendere un artista.
I fatti parlano chiaro.